FREE VICTIM SUPPORT +39 338.3127352 info@associazionelibra.com

Il progetto

Tutti noi desideriamo vivere in un luogo pulito perché questo ci consente di sentirci accolti ed infonde in noi una sensazione di benessere generale. La vita odierna è diventata talmente frenetica da lasciare poco tempo e voglia da dedicare agli spazi comuni, sarebbe necessaria un’azione di prevenzione ma non tutti sono così attenti al problema e quindi ci si ritrova ad avere strade, parcheggi, fossi e parchi pieni di cartacce.

Questo progetto nasce in seguito alla positiva sperimentazione nel quartiere di Colle Aperto (Maggio – Luglio 2017) e risponde all’esigenza di fornire all’intera comunità degli spazi comuni puliti e fruibili,di sensibilizzare i cittadini alla cura dell’ambiente circostante, di consentire ai ragazzi che hanno commesso errori e vogliono riparare e a quelle persone che trovano accoglienza nel nostro paese, di rendersi utili per il “bene comune”.

 

Obiettivo

  • Rendere l’ambiente circostante più pulito e gradevole al fine di creare un contesto di vita più sereno.
  • Favorire l’integrazione di persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria e immigrati nella “società ospitante” rendendoli partecipi in prima persona della valorizzazione e tutela del “bene comune”.
  • Empowerment degli attori coinvolti attraverso il riconoscimento e la valorizzazione costante del lavoro promosso nei quartieri.
  • Coinvolgimento dell’intera comunità mostrando il lavoro svolto attraverso testate giornalistiche e social network e promozione del dialogo interculturale.

Azioni

  • Sensibilizzazione rispetto al tema: parlare dell’iniziativa per mostrare alla comunità il lavoro svolto.
  • Coinvolgimento gli enti pubblici e il terzo settore: richiesta dei permessi necessari e coinvolgimento dei partner.
  • Creazione di squadre di lavoro “miste”: formazione di squadre composte da personale proveniente da diverse realtà.
  • Incontro di formazione sulla sicurezza: adozione delle misure precauzionali necessarie (4 ore).
  • Reperimento dei materiali necessari.
  • Organizzazione del lavoro: suddivisione in squadre, individuazione di tempi e modi di svolgimento dell’attività.

Metodologia d’intervento

Il modello con cui operiamo nei confronti degli attori coinvolti è quello della cosiddetta “Ragnatela Sociale” (G. Sandri et Al, 2014), che vede un approccio pro-attivo da parte delle persone in esecuzione penale e da parte dei ragazzi immigrati accolti nel nostro paese. I soggetti in esecuzione penale sono protagonisti di un possibile cambiamento dovuto al risultato di un percorso di responsabilizzazione che permetterà loro di rientrare in società maggiormente consapevoli e proiettati ad una riparazione del danno causato attraverso il loro reato. I soggetti immigrati possono essere coinvolti in un processo di integrazione con la cultura italiana, di una progressiva socializzazione con gli altri attori coinvolti e la possibilità di imparare la lingua confrontandosi con gli italiani presenti.

Lo svolgimento di un’attività non retribuita di utilità collettiva è uno degli elementi fondamentali per il reinserimento sociale di chi ha commesso reati e per combattere il pregiudizio nei confronti dei ragazzi provenienti da altri paesi.

La persona che parteciperà a questa iniziativa, grazie alla collaborazione delle associazioni coinvolte, avrà non solo la possibilità di svolgere un’esperienza edificante, ma anche di compiere maggiori passi verso un’effettiva integrazione nella Società, dimostrando di essere un individuo che mette a disposizione le proprie risorse personali e sociali per il Bene Comune.